lunedì, 25 giugno 2007
Quando la gente è stupida

Ho sempre meno stima nei confronti del genere umano, soprattutto verso i giovani che si definiscono o credono di rientrare nella categoria degli intellettuali. Sembrano persone più impegnate delle altre, con una cultura più vasta e meno uniformata, ma poi si scopre che non sono altro che una versione differenziata di una massificazione squallida e spersonalizzante.
Hanno anche loro idoli-feticci di plastica, finti tanto quanto quelli creati ad hoc per le masse, ma con un pubblico di nicchia. Credono di sottrarsi al gioco della politica, credono di criticare tutto e tutti perchè sparlano su un forum ma in realtà al posto di manifestare preferiscono stare a casa a distruggersi i polpastrelli giocando online.
Fanno quelli che difendono la causa palestinese, quelli che odiano Bush e Berlusconi, quelli che vorrebbero dare tutto ai poveri, però poi non vivono senza banda larga, senza vacanze all'estero e senza aria condizionata.
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domenica, 03 giugno 2007
I risultati delle amministrative sono stati piuttosto chiari, e sebbene questo sia un voto diverso dalle politiche (vengono premiate spesso le persone più che le bandiere, specie nei piccoli centri), il messaggio dell'elettorato al governo è chiaro: così non va bene.
La voce di protesta si leva alta soprattutto nel nord Italia, quel nord produttivo e opulento, quel nord dove "le cose funzionano" e dove "la gente lavora sodo": i cittadini del settentrioni esigono sicurezza.
E sicurezza significa prima di tutto controllo dell'immigrazione, sia alla frontiere sia attraverso azioni mirate della guardia di finanza o della polizia/carabinieri nei confronti delle sempre più nutrite comunità straniere.
La gente ha paura, e i media fanno di tutto per cavalcare la naturale diffidenza verso il diverso spiattellando in prima pagina stupri, rapine e fantomatiche celle di terrorismo islamico sgominate.
Il centrosinistra non è stato in grado di ascoltare questa voce, ha preferito continuare ad evitare il discorso, cercando di spostare l'attenzione sull'economia, sull'evasione fiscale e altre cose.
Però a Milano sono gli stessi cittadini milanesi a considerare la sicurezza come il primo problema della città, addirittura davanti al noto e insopportabile traffico.
Qualcuno spera che Calderoli gli appaia in sogno portando in dono una beretta, qualcun altro spera che i negozi cinesi vengano tutti chiusi, altri sperano nella sempre in voga chiusura delle frontiere.
Il problema c'è, perchè è pur vero che i clandestini sono portati a delinquere più degli italiani (ma al contempo gli immigrati regolari delinquono meno di noi) ed è pur comprensibile che la ragazza carina abbia paura di uscire sola la sera, però le risposte non sono semplici e non basta qualche slogan per portare la tranquillità.
O forse sì, e forse basterebbe un Rutelli che si sgola dal palco riempiendosi la bocca di termini come sicurezza, radici cristiane, Italia agli italiani per riconquistare il nord perduto.
Ma i fatti, le leggi? Obietterà qualcuno. Non servono a niente, non importa come governi ma come dici di aver governato, non importa quello che fai ma basta promettere di farlo.
Qualcuno ha giocato tutta la sua carriera politica sulle promesse non mantenute, ed è ancora il preferito dagli Italiani.
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