Intrappolati nel vortice mediatico ci precipitiamo a capofitto contro l'extracomunitario, capro espiatorio di ogni nostro problema. Ritroviamo l'unità nazionale e persino il padanismo leghista è poca cosa difronte alla spinta unificatrice contro i popoli poveri che abitano le nostre terre.
Il problema principale (ed unico) diventa lo stupro che sembra sia cresciuto esponenzialmente negli ultimi giorni (però nessuno ci mostra una statistica) e il colpevole è sporco, povero ed extracomunitario.
Uno vale l'altro, e allora ci si scaglia sul primo che capita corrispondente alla descrizione fatta qui sopra: tanto sono tutti delinquenti uguali.
Intanto l'economia va male come nelle nostre brevi vite agiate non abbiamo mai visto. Tutto crollo e il disservizio è la regola. Sta a noi rendercene conto, sta a noi urlare contro lo smantellamento dei diritti, sta a noi perchè noi saremo quelli che ne pagheranno maggiormente le conseguenze.
Cresciuti in anni di boom, abituati ad avere tutto e a pensare che sarebbe andata sempre meglio, siamo con la merda che velocemente sale su di noi ma non vogliamo vederla. Siamo a comprarci l'ultima cazzata che si dice si debba avere. Aspettiamo che sia il consumo a dirci cosa è giusto a vere e cosa no. Siamo in balia di un disastro e restiamo immobili.


